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Archive for the ‘Primi’ Category

Cosa fare con gli ultimi asparagi di stagione della spesa biolocal? A darmi la risposta ci ha pensato il clima: pioggia battente con frescura di fondo che chiama piatto caldo e ritemprante: l’orzotto. Sebbene sia una ricetta semplice, data la delicatezza dell’asparago bisogna stare molto attenti nel bilanciare tutti gli ingredienti perché un eccesso dell’uno o dell’altro potrebbe irrimediabilmente rovinare tutto. Quindi attenti, soprattutto con la quantità di pecorino. Se avete salato gli asparagi e a seconda della sapidità del brodo che usate potrebbe servirne meno o più di quello che ho indicato. Regolatevi con più assaggi e aggiustate di sale solo alla fine. Non esagerate neppure con le erbe aromatiche, devono essere presenti ma solo in sottofondo per completare il gusto di questi ultimi asparagi di stagione.
Per il vino d’accompagnamento rimando all’enologo ufficiale del blog
, lo Scogna, che nei commenti indicherà l’abbinamento perfetto. Leggi il seguito di questo post »

Quanto bel sole c’è oggi! Vorrei essere al mare su un’amaca appesa ad una palma con un mojito ghiacciato in mano. Sentire solo lo sciabordio delle onde mentre una leggera brezza iodata mi rinfresca le ascelle. Mhhh. Magari anche un buon libro da leggere se proprio mi viene voglia di fare qualcosa che non sia dondolare. Ah! E pensare che lo Slavo è in Sardegna adesso, mentre io, con le solite troppe cose da fare guardo il sole dall’oblò mansardato…
Per sentire un po’ di mare in casa senza lasciar credere all’inverno che lo sento ormai alle spalle, ieri sera mi sono inventata una ricettina a base di pesce e nocciole. Ho usato delle caserecce integrali per cambiare un po’, ho annaffiato il tutto con del buon Riesling e mi è passata la malinconia (quasi).

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palle_hulk.jpgNon so come chiamare esattamente il risultato di questa ricetta. Qualcuno li chiamerebbe gnocchi, ma la quantità di farina non giustifica un tale sostantivo. Nella casa in cui le ho viste fare le chiamano semplicemente “pallette” e consistono, fondamentalmente, in un morbido impasto di spinaci e ricotta fatto a pallette, poi cotte in acqua bollente. Il ripieno dei ravioli senza la pasta intorno, insomma. Qualcuno dice “la parte più buona del raviolo”. Da parte sua, lo Slavo, le ha ribattezzate “palle di Hulk”. In fondo perché Mozart deve avere le sue e Hulk no?
Trattasi comunque di una ricetta leggera e sfiziosa da abbinare ad un sugo di pomodoro semplice e una generosa manciata di parmigiano reggiano. Nella versione che vedete in foto non ho usato la menta, ma se vi piace…
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farroeombrina1.jpgAvevo a casa delle ombrine perchè lo Slavo ha mal di stomaco e ieri abbiamo mangiato pesce lesso e patate bollite (io con il burro) nonostante fosse il lunedì vegetariano. Dunque, mi erano rimasti un paio di filetti.
Di nuovo lessi no. Pasta, no grazie. Riso, già fatto. Zuppa con verdure, no (aumenta il lavoro intestinale). Faccio il farro, dai, che con il pesce sta bene e vedo di aggiungere qualche profumo. Lo faccio leggero (sempre perchè lo Slavo è due giorni che mangia scondito).
Allora: è uscito un farro con ombrina e cannellini, profumato di cumino e rosmarino. Una variante sul binomio farro/calamari o seppie ma con il cumino (che serve a facilitare i processi digestivi), il peperoncino (che disinfetta il tratto intestinale) e il rosmarino, che mette di buonumore. Insomma è un farro curativo!

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pastatonno.jpgQuesta ricetta non è una novità – la pasta col tonno è un ben noto piatto di riserva, per quando si ha poco tempo, poca voglia e poca dispensa – ma i suoi ingredienti, in questo caso, ne aumentano lo spessore.
Il tonno che ho usato è Tonno Rosso di Mattanza, una prelibatezza anche sott’olio che costa un po’ (350gr, 15 Euro) ma che vale il suo prezzo. Tale tonno è pescato a Favignana, la più grande delle tre isole Egadi di fronte a Trapani ed è talmente buono che anche i Giapponesi lo vengono a comprare (fresco) nel periodo della mattanza.
Invece i capperi di casa mia, di solito, arrivano da Linosa, la più piccola delle isole Pelagie nel Mar d’Africa (fa comune con Lampedusa) dove ho la fortuna di avere un amico e amici che andandolo a trovare contrabbandano per me il saporito cappero. Questi nella ricetta invece sono di Favignana come il tonno, comprati da un vecchino mal messo ma sorridente e che li vendeva in barattoli usati dietro la persiana socchiusa della sua casa (com’è avrò fatto a vederlo sfrecciandoci davanti in bicicletta?). Ma veniamo alla ricetta. Leggi il seguito di questo post »



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  • genka koleva: siamo 2011 ho preparato anatra cosi come e scrito,e venuta bonisima.provate.grazie bacioni,e Buon natale a tutti
  • Adriana: Sono cresciuta a Livorno e mamma li ha sempre fatti chiamandoli ravioli di ricotta e spinaci, gli altri, quelli con la pasta intorno li chiamiamo tort