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Archive for the ‘Carne’ Category

Viaggi, lavoro, matrimoni, influenza… per fortuna che aprile è quasi finito! E mentre spero in un maggio più caldo e soleggiato, posto la ricetta del pollo tandoori, che con tutte le sue spezie ti fa risvegliare di colpo e mette di buon umore anche quando piove. Il segreto del tandoori è la sua marinatura che in realtà in India veniva usata quando non c’era la possibilità di conservare la carne e spesso si doveva coprire il cattivo odore con questo insieme di spezie e yogurt.
La ricetta che segue è quella classica tranne che per un particolare: il colorante. Il pollo tandoori di solito è rosso, ma non per un particolare ingrediente, bensì per il colorante che viene incluso nella marinata. Non trovandolo indispensabile io non lo uso mai, ma se volete il rosso…
Io abbino al pollo tandoori una crema di yogurt perchè ne allegerisce il piccante e rende la preparazione più fresca grazie al basilico.
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hamburger_tartari.jpgNo, no, e ancora no. Chiarisco subito che non è una ricetta di mia invenzione, perchè mai avrei pensato di cuocere una tartara. Ma si sa, se il macinato ha solo qualche ora di vita, è bene non consumarlo crudo e quindi ecco le steak tartare patties. Trattasi di ricetta americana che ho utilizzato per sedare la sempre viva voglia di carne dello Slavo, che è una delle persone più carnivore che conosca. A me piace anche la verdura, quegli stuzzichini vegetariani con al massimo un po’ di formaggio o uova, ma anche la verdura semplice semplice, cruda o cotta leggera leggera… quando ne senti bene il sapore allietato solo da un filo d’olio e magari una macinata di pepe, o qualche spezia. Ma lui no, lui è carnivoro dentro e se io per qualche motivo decidessi di diventare vegetariana in questa casa, semplicemente morirei di fame (benché ci metterei un po’, devo ammettere, prima di finire le riserve che ho prudentemente accumulato…).
Comunque ritornando a noi, questa è una ricetta per hamburger speciali che sono quasi (solo quasi) come una tartara cotta, alla quale io ho aggiunto un po’ di freschezza accompagnandovi delle quenelle di caprino con basilico e una spolverata di paprika. Leggi il seguito di questo post »

crocchette.jpgIl risultato di questa ricetta sono delle spettacolari crocchette di pollo, che emanano un profumo delizioso e si lasciano mangiare una dopo l’altra. E’ un ottimo secondo per una cena dai sapori orientali e può essere preparato anche in versione finger food. La ricetta arriva da The Book of Curries & Indian Foods di Linda Fraser.
Per bilanciare l’aromatico indiano io ci ho abbinato un’insalatina di canasta rossa condita con vinagrette all’arancio (creata su misura dallo Slavo) e devo dire che il risultato mi è piaciuto molto. Il segreto della bontà sta nel garam masala, una miscela di spezie indiana che si può comprare in polvere o realizzare da soli con una dispensa ben fornita di spezie. Io le avevo tutte in casa (miracolo dublinese!) e averlo preparato fresco ha senz’altro aggiunto qualcosa in più al piatto. Ma si può fare, dai, e se sapeste quanto stuzzica il palato questa crocchetta… Leggi il seguito di questo post »

anatra.jpgIl buongustaio ben sa che il segreto di un ottimo piatto a base d’anatra è, manco a dirlo, l’anatra. Ma, purtroppo, pochi eletti hanno la fortuna di avere un contadino di fiducia al quale commissionare l’allevamento di un’anatra che, divenuta abbastanza grande e pasciuta, si trasferisca nella dispensa attendendo di essere cucinata.
Trovo che le anatre domestiche (dette mute) che ogni tanto si trovano al supermercato o dal macellaio possano comunque esser degne di attenzione e diventare il piatto forte di un buon pranzo. Un’attenta e amorevole cottura, infatti, darà risultati e soddisferà il palato di chi ama questo animale tanto simpatico quanto gustoso (dice lo Slavo che bella l’anatra nel ragù sulle pappardelle).
L’anatra arrosto, fatta sul fuoco o al forno, è un classico e data la particolarità della carne dovrà essere abbinata a un contorno semplice semplice, come patate al forno, piselli, spinaci. Se proprio volete esagerare optate per dei cavoletti di Bruxelles stufati e poi saltati con poco burro. Niente di più.
Essenziale è invece il vino. Io sull’anatra bevo il Chianti, ma non troppo profumato perché rischierebbe di nascondere il sapore invece che sottolinearlo. In generale vanno bene rossi importanti non troppo fumosi o bianchi carichi come il Gewurztraminer. La ricetta è liberamente tratta (nel senso che è leggermente modificata) da un must delle ricette tradizionali: Il cuoco gentiluomo di Livio Cerini di Castagnate. Leggi il seguito di questo post »



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  • genka koleva: siamo 2011 ho preparato anatra cosi come e scrito,e venuta bonisima.provate.grazie bacioni,e Buon natale a tutti
  • Adriana: Sono cresciuta a Livorno e mamma li ha sempre fatti chiamandoli ravioli di ricotta e spinaci, gli altri, quelli con la pasta intorno li chiamiamo tort