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Sulla Cina e altre sciocchezze…

Posted on: marzo 6, 2008

cina_collotti.jpgCome vi dicevo in questo periodo sto cercando di approfondire l’argomento “Cina” e devo dire che un passo alla volta, comincio a vedere un po’ di luce alla fine del tunnel. Tra i vari libri che mi sono capitati in mano, ne segnalo uno davvero utile che illumina (e non poco) sui rapporti tra Repubblica Popolare Cinese e resto del mondo.
La Cina – La politica estera di un paese sovrano è scritto da Enrica Collotti Pischel, professore di Storia dell’Asia all’Università Statale di Milano, ed è un condensato di notizie che fanno capire, all’inesperto come me, quanti pregiudizi (tutti squisitamente occidentali) si hanno verso questa nazione ormai diventata uno dei paesi più potenti del mondo. Se pensate che i cinesi siano tanto amici dei russi, che siano ancora così tanto comunisti, che tutto quello che dicono gli Stati Uniti della Cina sia vero… bhè, provate a leggere questo libro e quantomeno vi farete un’idea personale di tutto ciò, oltre a rendervi conto di quanto poco sappiamo (davvero!) di quello strano e diverso mondo che è il Sud Est Asiatico. Io vi lascio solo qualche appunto sparso senza pretesa…

Ecco tre (s)punti che non sviscero – perché vorrebbe dire ricostruire secoli di storia! – ma dai quali potete prendere qualche spunto, appunto. Magari il tutto vi incuriosirà e non solo leggerete anche voi il suddetto libro, ma come me vi tufferete nel tentativo di riuscire a imparare qualcosa di più sullo Stato più popoloso del mondo che per molti secoli è stato anche il più grande (e sembra voglia tornare ad esserlo)…

Uno. A tutti gli imprenditori che si lamentano della severa legislazione cinese vigente per le imprese straniere, per esempio, ricordo che tra la metà e la fine dell’800 gli inglesi si accorsero di non riuscire a penetrare come importatori nel territorio cinese (mentre importavano moltissimo, soprattutto merci di lusso) e non trovarono soluzione migliore di contrabbandare oppio. Questo portò nell’ordine: alla dipendenza da tale droga di una larga parte della popolazione meridionale; alla creazione di una malavita cinese che si occupasse del contrabbandarlo in patria; allo spostamento dell’argento dalle casse dello stato a quelle dei contrabbandieri inglesi.
Per reagire a tale situazione la Cina cercò (anche) di colpire tali contrabbandieri, ma questo minava gli interessi dei più grandi commercianti inglesi nell’area il che portò, e questo si sa, alle guerre dell’oppio. Alla fine di tali guerre la Cina si ritrovò sottoposta a una serie di trattati detti “ineguali” che colpivano (di nuovo) le casse dello Stato asiatico con il pagamento di enormi indennizzi e il passaggio di ampie porzioni di territorio che di fatto in quel momento furono sottoposte alla sovranità non cinese, ma straniera (inglese, francese, tedesca, portoghese). Di più. La Cina non poteva nemmeno più riscuotere le tasse che venivano invece raccolte dagli stranieri. Vi venivano pagate le rate degli indennizzi e il resto veniva consegnato allo Stato. Non rimaneva però molto e poi cosa può fare uno Stato che non ha entrate e che, in pratica, ha perso la propria sovranità sul territorio. Conclusione: sarà retaggio culturale, ma anch’io se il mio Paese avesse subito tali ingiustizie starei attento e sarei particolarmente “fiscale” con le imprese straniere che stanno sul mio territorio.

Due. A tutti quelli che pensano che Cina e Russia siano pappa e ciccia ricordo che, sebbene sia vero che all’inizio della Repubblica Popolare Cinese (con le casse svuotate da anni di dipendenza straniera) ingegneri, know how e soldi arrivavano dall’allora Unione Sovietica, quando il partito comunista cinese si rifiutò (alla Terza Internazionale) di sottomettersi alla Grande Russia, le cose cambiarono. Non è certo un caso che per molti anni la Repubblica Mongola fosse stata trasformata in un arsenale di missili puntati verso la Cina. Se la Cina non è stata mai attaccata dalla Russia forse dipende dal fatto che al momento opportuno quest’ultima fosse impegnata nella guerra in Afghanistan.

Tre. A tutti quelli che si chiedono perché la Cina si sia dichiarata contraria all’indipendenza del Kossovo ricordo che il territorio cinese non è popolato solo dall’etnia han (quella dei cinesi propriamente detti), ma anche da mongoli, popolazioni thai, birmane, tibetane e via dicendo. A differenza degli stati europei, infatti, ne esistono altri per i quali la “nazione” non si è costruita solo su base etnico-linguistica, ma anche (e soprattutto) su base culturale, su secoli di storia condivisa, su abitudini comuni e via dicendo. È certo che se l’ONU decidesse che il Kossovo ha ragione nel chiedere la sua indipendenza, nel momento in cui succedesse la stessa cosa in Cina (in particolar modo in Tibet) la situazione degenererebbe e non poco. Pensateci!

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